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Marti bisbetica

...And we forgot where we were, and we lost track of time, and we sang to the wind as we danced through the night...

Marti

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Ma vi sa così tanto briga leggerlo?! Che pigroni!
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Tutto e niente...
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Dopo tanto...

lamartimatta's photo from 12/20/08

Listening to - Les jours tristes (version instrumentale) - Amélie Poulain

...oggi è stata una bella giornata.

Lo so che sono la prima a dire che raccontare la propria vita non interessa a nessuno, ma oggi ho bisogno di condividerla, non perchè mi siano successe cose straodinarie, ma perchè dopo tanto tempo sono un pò più felice. O, almeno, dovrei esserlo.

Non voglio farne un diario.
Ultimo compito scritto del duezerozerootto.
Accesa discussione filosofica ed esistenziale in classe.
La promessa che con i tre compagni d'avventura si va a vivere nell'Isola Che Non C'è.
Disquisizione incomprensibile ma accattivante col Bondino su un tale che iniziava per F, un filosofo.
Pranzo molto interessante col Menoz.
Paperine nere, dopo tanto.
Regalini di Natale.
Serata con le amiche.

Ma soprattutto, vincitrice assoluta del torneo d'Istituto di Tiro con l'Arco, punti 147 su 6 volée. Grazie a me stessa che ha vinto qualcosa per la prima volta nella vita. Sono contenta di me e, per una volta, di tutto -o quasi- il resto.

Certo che se qualcuno si scantasse un pò, non guasterebbe.

...e cosa manca?

 

 

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La vita è strana e non smetterò mai di ripeterlo, forse lo sono anche io. A tratti vedo la scena come dal di fuori, come se fossi un passante che rientra a casa dopo una passeggiata. E mi scopro diffidente, mi faccio domande per le quali ovviamente non ho soluzione alcuna, e mi chiedo anche cosa vorrei per me in questo momento, questione che - figuriamoci - cade come una goccia in mezzo al mare. Non riesco a condensare quel che provo in questo periodo della mia vita, è come se nello stesso tempo tutto passasse con una velocità e con una lentezza allucinante… è come se riuscissi a catturare e perdere attimi della mia giornata…

 

e cosa manca…?

 

…lo so, lo so benissimo cosa manca… e qualche sera fa mi sono ricordata cosa mi mancava, non ero triste, ero calma - io che sono calma solo in apparenza e che di irrequietezza mi vesto ogni mattina - mi sono accoccolata lì vicino a lui, perché posto sul divano non ce n’era più, in una serata che sembrava essere già  stata vissuta, in un posto che era stato di un altro, e mi è sembrato tutto così strano, sentire per un attimo scricchiolare la cortina di ghiaccio, la patina farsi fina fina e crepandosi ha permesso che qualcosa di caldo - e sopito - mi desse un colpo, come a dirmi: sono tornato.

 

Era qualcosa.
Il cuore.

Era vivo.

Poi s’è fatto silente, ancora una volta.

Annusa l’aria come me.

La sente fredda, poi calda, poi si volta altrove.

Fa capricci con se stesso. 

 

A volte va forzato, manipolato, aiutato, e dire di non esserne capaci è soltanto una scusa per non immergere la mano nell’acqua più torbida che ci sia.

Flussi di coscienza

 

Listening to - Snow - Red Hot Chili Peppers

 

Sono stanca. Stanca dentro. Ho bisogno di sfogarmi e ho deciso di farlo qui. Per una volta, tutto e tutti potranno farmi da testimoni, non m’importa. Non voglio sempre pesare con il mio umore nero sulle stesse persone, e se le annoiassi? Certo che le annoio, che domande. Oggi è l’ultimo giorno d’agosto, l’ultimo giorno della mia personalissima estate. Mi sembra di essere più stanca di prima, con la testa ficcata nel frullatore dei mille pensieri, con un numero di libri letti fin troppo esiguo, con la nausea per le musichette da spiaggia e con tanti - troppi - gettoni presenza alle sagre. Forse in questi giorni ho pensato che cercare di trovare un senso ad ogni cosa che accade e che ti tocca è una ricerca che spesso può rimanere orfana. E siccome i sapori dolciamari non mi sono mai piaciuti più di tanto, capisco che certe cose succedono perché è così, punto e basta. Esistono i corsi e i ricorsi, e certe situazioni anche se hanno un punto sulla loro coda, hanno tutto l’aspetto di un evento già passato: stessa forma, stesse parole, stesse movenze, stessi punti interrogativi, e non so se del futuro. Ho voglia di piangere, un pianto liberatorio. Ma dopo aver pianto mi sentirei peggio, con una prova di debolezza incontrollabile con cui fare i conti. Forse mi son stranita con il crescere, io che a volte sembro ancora una bambina, io che a volte sembro autistica: chiusa nelle mie cose, nelle mie passioni, tra le mie quattro mura. Io che spesso non ho voglia, io che dopo cinque minuti muoio dalla voglia. Sono triste?Si, sono triste, una persona triste. Riflessiva, meglio. Ma forse troppo. Un pezzo di me è così, l’altro sarcastico, perché allegro non ci riuscirebbe mai e ha scelto un compromesso. Fiume di parole, altisonanti e senza senso. Alla fine non ricordo nemmeno più cosa ho scritto. Sono un po’ persa. Scusatemi, as usual.

Fotine strane

 

Yaoi sucks...

Amichetti! Ciao a tutti… Vorrei chiedervi se vi sto simpatica almeno un pochino e se mi volete un granellino di bene..no perché dopo quello che vedrete qui sotto è probabile che non mi parlerete più!Dunque uomo avvisato…

   

   

…mezzo morto!Lo so, lo so. Sono ehm…strana. Chi di voi è ancora in grado, mi faccia sapere come sta.

Qualcosa su di me...

Chi è Matty? Una ragazza, innanzitutto (per niente scontato). Com’è Matty? Terribilmente orgogliosa. Intuitiva. Lunatica. Acida. Scontrosa. Bastarda. Alquanto aggressiva. Nevrotica. Decisamente stronza. Vendicativa. Fredda. A volte distaccata. Diffidente. Introversa. Emotiva. Sognatrice. Sensibile. Quando vuole romantica. Dolce. Se vuole simpatica. Antipatica ai 3/4 delle persone che conosco. Parecchio contorta. Decisamente contraddittoria. Incazzosa. Matura. Impulsiva. Leale o sleale, a caso. Onesta. Paranoica. Scatti d’ira. Un po' (tanto) strana. Ironica e autoironica. Non sempre altruista. A tratti egoista. Folle. Schiva. Riservata. A volte antipatica. Sola. Irremovibile e testarda. Cosa ama Matty? La neve. Il Natale. Gli arbitri di calcio. I suoi bimbetti di seconda elementare. Leggere, soprattutto i gialli. I jeans neri e le scarpe anni ’50 bianche. La forza di volontà. Il computer, funzionante possibilmente. La sua città (Parma). Lo yogurt agli agrumi. Ascoltare la musica, sempre e ovunque. La fisica e la biologia. L’inglese, assolutamente. Ergo, Biondini Artoni e Bodria. Gli aerei militari. I film, ma quelli belli (pochimabuoni). Le storie a lieto fine. La moto. Shakespeare e l’Amleto. L’istruzione e l’alfabetismo. Il vestitino panna senza spallini. Gli anni ’80. La sua memoria. La solitudine. La bella calligrafia. Le bugie, non necessariamente a fin di bene. Gli zuccheri e i carboidrati. La Vavvy e la Ce (a scanso di equivoci). I betareaders. Guidare.  Fare la stronza. L’arena e la taverna, assolutamente. Draco e Harry, insieme. Lo yaoi, che non è solo vita ma qualcosa per cui si vive e si lascia vivere.Gli smiles. Il nero e il rosa pastello. Ingegneria aerospaziale. La Bmw serie one nera con cerchi in lega. Il gelato. Dante. Chi ha coraggio nella vita. Il mondo maschile, infinitamente più affascinante di quello femminile. Le persone sveglie e perspicaci. Far (e non è una tautologia). Il suo cellulare bianco e rosso Nokia. Dire parolacce. Cosa odia Matty? Tutto il resto. Non vale neanche la pena elencare tutto.

 

 
La selezione sarà durissima!
Cavolate dette e/o affermate dai miei mitici prof (di liceo scientifico eh!)
I miei amichetti a volte vanno ga-ga.